Intervento di apertura di Elisabetta Sormani, presidente MCF
Come ogni anno apriamo l’assemblea ricordando gli amici che “sono andati avanti” come ama dire Danila. Giorgio Chiaffarino, colonna portante di Progetto Insieme, Silvio Vallini della Comunità di Bruzzano e redattore pungente di Progetto Insieme e Franz Pavanello di Trieste che ha sostenuto lo sviluppo di Acf Friuli e ha per anni partecipato al gruppo di Condivisione della sua città.
Da alcuni anni il Consiglio Generale organizza un fine settimana a Villa Ginevri verso fine del mese di gennaio. E per raccontare il 2025 è necessario prendere spunto proprio dal fine settimana di Villa Ginevri al quale parteciparono i rappresentanti delle diverse colline. Ne uscimmo con l’indicazione di cinque percorsi che nel corso dell’anno si sono sviluppati.
- “Governance condivisa e responsabilità partecipativa” la sintesi di quanto elaborato guardando alla nostra esperienza. La nostra governance è affascinante e complessa e ci troviamo spesso lavorare su questo tema. Nel corso del 2025 abbiamo iniziato il percorso di condivisone di alcuni passaggi fra comitato di servizio di Mcf, consiglio di gestione Acf e consiglio di Fondazione I care. Nel corso del fine settimana del 2026 abbiamo approfondito la riflessione e nel corso di questa nostra approfondiremo insieme il tema. Ci rendiamo sempre più conto che la Governance per noi più che un tema è un percorso.
- I Nodi: intesi come luoghi di incontro, di connessione e di diffusione della condivisione di MCF sul territorio. Il gruppo dei coordinatori dei nodi ha lavorato per fare una indagine e ricerca sui diversi Nodi. Anche questo tema continuerà ad essere affrontato nel corso del 2026.È un campo ancora in ricerca, ma centrale per tenere insieme la dimensione locale e quella più ampia dell’associazione.
- Un altro tema che accompagna da tempo il cammino di Mondo di Comunità e Famiglia: è quello dei luoghi e degli spazi, intrecciato profondamente con il tema dell’impatto sociale. È una riflessione che viene da lontano, già emersa con forza negli interventi ascoltati lo scorso anno, e che ha continuato a generare pensiero e lavoro nel corso di questi mesi. Come sapete la riflessione condivisa su questo tema da parte del Consiglio generale ha portato all’Agorà di settembre significativamente intitolata Profumo dei luoghi: storie che sono anche la mia. Un’esperienza intensa, capace di far emergere intuizioni preziose e un forte senso di appartenenza.
- Nel 2025 si è affrontato con decisione il tema del conflitto. È emerso come uno dei nodi cruciali della vita associativa e ha portato a scegliere consapevolmente di metterlo al centro del lavoro. A farsene carico è stato in particolare il gruppo degli accompagnatori: persone con una lunga esperienza di vita comunitaria, coinvolte per sostenere gruppi in partenza, comunità in transizione, situazioni di crisi o momenti di riflessione profonda. Oggi sono circa una trentina, e rappresentano una risorsa preziosa di cura e di connessione.
- Un tema molto importante che ci mette spesso in difficoltà è quello dei Gruppi di Condivisione. Durante il confronto di febbraio 2026 è emerso come uno dei percorsi prioritari su cui è necessario trovare una strada condivisa, perché rappresenta una forma di diffusione della condivisione che per molti è stata ed è fondamentale.
Ma il panorama delle attività dell’anno è ancora più ricco: il lavoro dei capitoli, il gruppo editoria, i percorsi di approfondimento… C’è davvero “molta carne al fuoco” e, pur nelle consuete fatiche, MCF si conferma un’associazione ad altissima partecipazione. Una partecipazione che nasce dal fatto che la vita associativa è profondamente intrecciata con la vita quotidiana delle persone e delle comunità.
Un momento particolarmente significativo è stata la Giornata della sostenibilità del 30 novembre. È stata colta come una sintesi di quattro o cinque anni di lavoro del gruppo sostenibilità, ma anche come un passaggio generativo: l’intuizione di affidare parte dell’organizzazione ai giovani. Giovani – figli e figlie delle comunità, ma non solo – che vivono l’esperienza comunitaria e che hanno saputo porre domande stimolanti sulle scelte che facciamo. Un’esperienza che ha aperto nuove prospettive.
Nel lavoro più strutturale, il Comitato di servizio e il Consiglio di gestione di ACF, spesso in collaborazione, hanno accompagnato numerose comunità, in particolare sul tema delle case. Si tratta di un lavoro reso possibile anche grazie al ruolo fondamentale della segreteria, che porta avanti con continuità e competenza le piste individuate dai diversi organismi.
Tra i passaggi più rilevanti dell’anno c’è anche quello della nuova sede di MCF. Gli spazi precedenti erano diventati insufficienti per le persone che vi lavorano stabilmente e per le esigenze organizzative. Da qui è nata l’opportunità di utilizzare gli spazi adiacenti insieme ad Oppi, frutto di una lunga storia e di un desiderio originario di continuità con Villapizzone. Attraverso questa collaborazione è stato possibile immaginare un nuovo assetto: uffici adeguati e una sala per incontri e riunioni.
Ma la scelta non è stata solo funzionale. Dietro c’è un pensiero generativo: l’idea che questo spazio possa diventare, nel tempo, un luogo di riflessione, di pensiero e di elaborazione sui temi dell’abitare collaborativo, della condivisione, della prossimità e della cittadinanza. Un luogo capace di dialogare con altri, di incidere sui territori, di esercitare una funzione “politica” nel senso più alto del termine: contribuire alla trasformazione sociale attraverso lo stare insieme. È una scommessa aperta, tutta da costruire, che richiederà lavoro, cura e passione.
In chiusura, uno sguardo ai dati emersi dal report sull’impatto sociale di Villapizzone. I risultati dei questionari restituiscono un quadro ricco e articolato delle comunità MCF: una forte continuità nelle pratiche di accoglienza, un’intensa attività sociale, educativa e culturale che coinvolge decine di migliaia di persone, un uso condiviso degli spazi come risorsa per il territorio, una rete significativa di collaborazioni e di volontariato. Comunità radicate, capaci di generare valore sociale in modo continuativo e flessibile. Questo restituisce la misura di ciò che MCF, insieme ai suoi soci, mette in campo nel sostenere le esperienze di condivisione. Non siamo responsabili solo delle singole comunità o dei singoli progetti, ma di una responsabilità più ampia, che ci chiama a prenderci cura di un bene comune più grande. Una responsabilità impegnativa, ma profondamente bella.
