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VIAGGIO SOLIDALE AL CONFINE UCRAINO

 Luca Bergamasco della Comunità La Corte (Castellazzo Novarese) ci racconta la sua esperienza di viaggio al confine con l’Ucraina

Ciao, eccomi a scrivere di un viaggio assurdo…
Dall’inizio del conflitto ho condiviso con altre persone l’esigenza fisica di fare qualcosa con strumenti sensati per rispondere all’apogeo dell’aggressività, quale è la guerra.
Molte le riflessioni e molti gli sguardi, ma tutti concordi sul muoversi con cautela, riflessione e coordinamento.
Poi è arrivata la richiesta di aiuto da persone che stavano organizzando un convoglio per la frontiera di Siret, tra Romania e Ucraina: portare viveri, medicine, vestiti all’andata; trasportare persone in Italia, al ritorno.
 
Sapere di questa iniziativa ha toccato le coscienze di alcuni e il portafoglio di molti. Ci siamo sentiti incaricati dei piccoli e grandi contributi dei singoli, spesso inattesi.
Siamo partiti con tensione e incertezza di quanto avremmo trovato sulla strada e di cosa sarebbe accaduto a destinazione.
Il viaggio ci ha messi alla prova: 1780 km in 26 ore, 3 frontiere, 4 Paesi. Uno scopo semplice: consegnare materiale medico e chirurgico a persone che lo avrebbero portato all’ospedale ucraino di Khodoriv, in emergenza assoluta per mancanza di strumenti idonei a curare feriti di guerra; consegnare viveri e altro materiale destinato ai campi profughi rumeni.
Ci siamo riusciti.
Abbiamo assaggiato la realtà di frontiera di guerra a Siret: distese di volontari pronti ad assistere chi passa la frontiera alla spicciolata, dopo giorni di viaggio e ore di attesa alla dogana. Abbiamo ascoltato il silenzio commosso di chi riceve materiale tanto atteso dai colleghi in ospedale. Abbiamo sopportato l’impossibilità di poter fare di più e soppesato la limitatezza dei nostri sforzi.
 
I 1780 km di ritorno ci hanno dato il tempo di masticare l’esperienza e di fissare insegnamenti per possibili azioni future.
Sentiamo l’esigenza di condividere con le persone che ci hanno sostenuto e che hanno condiviso con noi in vari modi.
Grazie

Luca Bergamasco (Comunità La Corte)