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Un mondo che prende forma nel tempo

    Intervento di Paolo Panzeri all’Assemblea soci MCF

    Nel pomeriggio dell’assemblea  abbiamo provato a fermarci su una domanda semplice e insieme complessa: come raccontare il senso del grande lavoro che, come Mondo di Comunità e Famiglia, stiamo facendo? La nostra galassia è ampia, il nostro organismo articolato. Non ci sono state novità eclatanti, ma tanti passaggi, piccoli e grandi, che meritano di essere riconosciuti e tenuti insieme. Da qui è nato il tentativo di fare un esercizio di sintesi: guardare l’associazione “da dentro”, osservare ciò che sta succedendo nei tanti percorsi in essere, e provare a raccontarlo. Ho scelto di partire da alcune dalle cose più recenti, dai fatti concreti, perché è lì che la complessità prende corpo, una riflessione ispirata dal VIVI RIFLETTI RACCONTA, come opportunità di vivere l’ambito associativo dall’interno, dove accanto a una complessità associativa sempre di più si fa strada una pluralità associativa (MCF, ACF, Fondazione I Care) come insieme:

    1. MELLE – ampliamento comunità con una terza famiglia, rifacimento tetto
    2. MCF, ACF e I Care – nuovi uffici in collaborazione con Oppi
    3. GALLARATE – accompagnamento e sostegno nascita nuova comunità
    4. VILLAPIZZONE – a conclusione della ristrutturazione ospita 8 famiglie e 2 appartamenti di housing sociale
    5. AGORA’ – preparazione tante persone coinvolte come crescita culturale e percorsi di senso
    6. BALLABIO – incontro approfondimento di conoscenza reciproca tecnico/relazionale
    7. VILLA GINEVRI – cura, cultura, consapevolezza dell’insieme, appartenenza 
    8. GALBIATE – progetti futuri
    9. PASTURO – cura della relazionale con le Suore Preziosine che sono proprietarie dell’immobile
    10. MEZZAGO – cura del percorso da comodato ad affitto per Villa Brasca
    11. CASTELLO CABIAGLIO, CERRO, CHIAVENNA, LODI, ROMA, – riflessioni sugli immobili in uso alle comunità

    Pensiamo, ad esempio, ai passaggi importanti che stanno attraversando alcune comunità: coppie che si avvicinano, famiglie che cambiano assetto, lavori strutturali sulle case, incontri che mettono intorno allo stesso tavolo realtà diverse come MCF e ACF. Oppure a percorsi più lunghi come quelli di Villapizzone, tra ristrutturazioni e nuovi utilizzi degli spazi, che hanno coinvolto più soggetti del nostro mondo associativo.

    Ci sono stati anni di preparazione, come nel caso di Gallarate, dove è nata una nuova comunità attraverso un cammino condiviso con altre realtà cooperative e la parrocchia. O ancora incontri di conoscenza e approfondimento con altre comunità e associazioni, per rafforzare legami e comprensioni reciproche. Sono in corso o in programma donazioni, passaggi di proprietà, cambiamenti di responsabilità e di forma dell’abitare, che vedono intrecciarsi comunità, associazioni e proprietari.
    Tutto questo non è un elenco di pratiche o di problemi da risolvere. È parte di un percorso più ampio, fatto di cultura, di cura e di consapevolezza del nostro “stare insieme”. Ogni passaggio genera nuovi stimoli e nuove energie, che si riversano poi in altri ambiti del nostro mondo.

    Incontri recenti con le comunità, confronti con i coordinatori dei diversi ambiti associativi, momenti condivisi tra persone e realtà diverse fanno emergere con chiarezza una cosa: questa complessità prende forma grazie a una cultura dell’associazionismo che non è solo un modello organizzativo, ma uno stile di vita. Uno stile plurale, che richiede attenzione, cura, tempo e disponibilità a rimanere in relazione. E il tempo, appunto, è un elemento essenziale. Dedicare tempo significa dare senso ai percorsi, rendere significativo ciò che si fa, imparare a starci bene anche quando le cose sono faticose. È questo tempo condiviso che permette poi alle decisioni di emergere. Decisioni che non sono mai individuali, ma sempre più frutto di un lungo cammino di confronto, di ascolto e di pensiero comune.

    Le decisioni arrivano dopo aver attraversato insieme questi percorsi di senso. Sono decisioni plurali, condivise, che nascono dal dialogo tra persone e che costruiscono sistema, appartenenza, identità. Un senso di essere parte di un luogo, di un mondo: quello di Comunità e Famiglia.

    Anche se oggi l’assemblea è formalmente quella di MCF, è evidente che qui è rappresentato un intero sistema. ACF, comunità, associazioni, Fondazione I Care: tutto il mondo che ruota intorno a Comunità e Famiglia è coinvolto in questo processo, che stiamo comprendendo strada facendo, aprendoci continuamente al confronto.

    Negli anni è emerso con sempre maggiore chiarezza il tema della governance. Ma ciò che stiamo vivendo oggi va persino oltre una governance condivisa: è una condivisione più profonda, una condivisione di cuore. È il risultato di percorsi avviati da tempo, che stanno maturando insieme alle persone che li abitano.

    Ci sarà anche il momento in cui ci chiederemo come rinnovare i ruoli, come pensare al futuro della presidenza o di altre responsabilità. Ma questo ricambio non sarà forzato né astratto: nascerà da questi percorsi, da una consapevolezza condivisa, dalla passione di qualcuno che sentirà di volersi prendere a cuore questa storia.

    Il nostro mondo associativo ha bisogno di un passaggio importante: partecipare, conoscere, capire. Perché solo comprendendo davvero ciò che viviamo possiamo sentirci parte di questo cammino. E la partecipazione, oggi più che mai, è il primo gesto concreto di cura gli uni verso gli altri