Bruno Volpi: note biografiche

Nasce da una famiglia di operai a Mandello Lario, ( LC) il 6-4-1937, ultimo di sei fratelli. A 12 anni entra in seminario, ma nonostante gli anni trascorressero spensieratamente dopo il ginnasio capisce che quella non è la sua strada. Prende il posto del padre alla MOTO GUZZI, frequenta la scuola serale per geometri. In fabbrica è un attivista, con i sindacati prima Cisl poi Cgil e con le ACLI. In parrocchia viene definito come “protestante”, perché protestava sempre.
Dopo il diploma Bruno lascia con dispiacere del padre il lavoro alla MOTO GUZZI (lascia il posto sicuro!)
Conosciuta Enrica Corti insieme cominciano a fare progetti per il futuro ed è proprio Enrica che trova l’aggancio per l’Africa: un gesuita a Bormio li ha indirizzati da un altro gesuita a Lione che coordinava un centro di formazione per i missionari laici, un’esperienza non ancora presente in Italia.
Il 12 gennaio 1963 Bruno si sposa con Enrica, partono per Lione dove insieme ad altri italiani si formano per l’esperienza missionaria, vanno a lavorare e mettono insieme i soldi per potersi mantenere. Quindi partono per il Rwanda come prima coppia in Italia di volontari laici. Essendo geometra viene delegato dal vescovo della Diocesi di Rhruengeri a costruire per le suore un collegio, il convento, le case per i professori.
In Rwanda rimangono fino al 1971 dove nascono i quattro figli e adottano una bambina la cui madre era deceduta. E’ in Africa che Bruno ed Enrica sperimentano la vita con la porta aperta e le altre buone pratiche che diventeranno il nocciolo dell’esperienza comunitaria.
Il Ministero dei Lavori Pubblici e quello del Turismo chiedono rispettivamente a Bruno ed Enrica la costruzione e la direzione di un albergo nel Parco nazionale del Rwanda. Rimangono ancora tre anni, ma entrambi sentono che questa non è per loro strada. Rientrano in Italia, Bruno cambia tre volte il lavoro e alla fine gli viene offerta una buona occasione: andare a Milano e lavorare per una organizzazione di volontariato, Cooperazione Internazionale. Insieme Bruno ed Enrica gestiscono una casa dove soggiornano giovani che si preparano a partire per il “terzo mondo”.
La svolta nella loro famiglia arriva con la richiesta da parte dei servizi sociali di accogliere una ragazzina proveniente da una famiglia d’immigrati con alle spalle una situazione molto problematica e dopo di lei altri vengono accolti mandati dal tribunale dei minorenni : diventano così un’alternativa possibile al collocamento in Istituto. Inizia quindi la ricerca di una casa più grande.
Così nel 1978 nasce a Villapizzone – in P.zza Villapizzone, 3 a Milano – la comunità familiare, perché quasi da subito insieme alla famiglia Volpi si aggiungono i Gesuiti e la famiglia Nicolai e chiunque si presentava veniva accolto in famiglia o era una famiglia, creando così un luogo di incontro e di socializzazione aperto al territorio milanese, costruito con 3 pilastri: la porta aperta, l’accoglienza e la condivisione anche con la cassa comune.
Nel frattempo Bruno dall’89 al ‘99 riveste la carica di Presidente dell’Associazione Club Alcolisti in Trattamento di Milano.
L’esperienza comunitaria diventa importante per tanti a tal punto che nel 1988 per permettere ad altri desiderosi di intraprendere questo tipo di esperienza, nasce l’Associazione Comunità e Famiglia organizzazione di volontariato per l’auto promozione della famiglia e della persona.
Nel 1998 con Enrica ed altri Bruno da vita anche alla Fondazione I Care Ancora. Una Fondazione a partecipazione associativa, alla quale aderiscono associazioni e cooperative impegnate in diverse attività sociali.
Dopo gli anni trascorsi a Villapizzone a Milano poi nella comunità del Castellazzo a Basiano (MI) dal 1999 si trasferisce con la famiglia a Berzano di Tortona (AL), per dare vita anche qui a un’altr comunità familiare.
Nel giugno del 2003 fonda, insieme ad altri diventandone presidente, l’Associazione di Promozione Sociale Mondo di Comunità e Famiglia, che sul territorio nazionale accompagna e supporta le esperienze di più di 40 gruppi di condivisione, delle 35 comunità di famiglie e delle realtà lavorative e di volontariato che si ispirano all’originaria ed originale esperienza di Villapizzone: solidarietà, condivisione, accoglienza, fiducia, diversità, forme di vita che tentano di consentire ad ognuno di essere pienamente sé stesso.
Bruno, anche se non più presidente, è rimasto punto di riferimento costante per l’Associazione Mondo di Comunità e Famiglia (e non solo), rimanendo maestro, padre e compagno e continuando a scaldare i cuori di molte persone, anche durante la malattia. Provato dalla malattia che lo ha sempre più indebolito, con lucidità e consapevolezza, ha voluto finire i suoi giorni a casa, in comunità, circondato dalla sua famiglia ed i suoi cari a Berzano di Tortona (AL), fino alla morte avvenuta durante la mattina del 16 settembre 2017.
Mondo di Comunità e Famiglia, iscritta all’albo nazionale delle APS nel 2016, continua a camminare sulla strada aperta da Bruno, custodendone la profezia e trasmettendo l’esperienza e la passione a chi ha voglia provarci, in cammino con gli altri, con fiducia.